Letta: "Rehn non può permettersi scetticismo sull'Italia"

"Un Commissario europeo deve essere garante dei trattati e la parola scetticismo non è prevista nei trattati, dunque un commissario non può permettersi di esprimere il concetto dello scetticismo". Così il premier Enrico Letta, nel corso di un'iniziativa al Senato, ha risposto alle parole pronunciate stamane dal commissario europeo Olli Rehn. Per il premier, "da una parte nella sostanza Rehn ridice cose scritte nel rapporto della Commissione di qualche settimana fa" e l'Italia è determinata a procedere con spending review e privatizzazioni; dall'altra c'è "una contraddizione" legata all'uso del termine "scetticismo" che il premier rispedisce al mittente. Leggi anche Napolitano: "L'Europa deve promuovere la crescita" - Lo Prete Così Letta ingaggia la sua trattativa cosmetica con l’Ue
14 AGO 20
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"Un Commissario europeo deve essere garante dei trattati e la parola scetticismo non è prevista nei trattati, dunque un commissario non può permettersi di esprimere il concetto dello scetticismo". Così il premier Enrico Letta, nel corso di un'iniziativa al Senato, ha risposto alle parole pronunciate stamane dal commissario europeo Olli Rehn. Per il premier, "da una parte nella sostanza Rehn ridice cose scritte nel rapporto della Commissione di qualche settimana fa" e l'Italia è determinata a procedere con spending review e privatizzazioni; dall'altra c'è "una contraddizione" legata all'uso del termine "scetticismo" che il premier rispedisce al mittente. D'altronde, per Letta, "la ripresa va aiutata, non soffocata. Al Commissario dico che i nostri conti sono in ordine, la nostra politica economica è equilibrata. Il nostro impegno va premiato, non frustato, visto che noi, al contrario di altri paesi, siamo sotto il 3 per cento".
Letta ha poi risposto all'eurocommissario, che questa mattina aveva accusato l'esecutivo di non rispettare i tempi nella riduzione del debito, mettendolo in guardia e spiegando che potrebbe trovarsi "un Europarlamento pieno di euroscettici" e puntualizzando che "il 2014 sarà un anno importante per l'Europa, l'Europa sarà il cuore del 2014. O fa il cambio di passo o si avvita", richiamando in qualche modo anche quanto detto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano poche ore prima, a margine di un vertice bilaterale col presidente croato. "L'Europa non è scontata, è profondamente a rischio – ha aggiunto Letta – O c'è passo in avanti oppure rischia".
OBIETTIVO 1 PER CENTO - "Ci sono segni di ripresa ancora non percepiti dalle persone, ma un 1 per cento di crescita per l'anno prossimo è un obiettivo alla nostra portata", ha detto il presidente del Consiglio. "Allo stesso tempo – ha aggiunto Letta – dobbiamo gestire l'onda lunga della crisi con i problemi di disoccupazione che essa comporta. La cifra più angosciante è, in questo senso, la crescita della disoccupazione giovanile", ha concluso.
Quanto alle sue prossime mosse da premier e all'appuntamento in Parlamento del prossimo 11 dicembre, Letta ha chiarito: "Le riforme saranno il cuore dell'intervento che farò in Parlamento. Sarà una discussione molto concreta. Noi ora giocheremo in attacco, non più in difesa". Rispondendo a una domanda su Matteo Renzi, poi, Letta ha assicurato: "Non ho dubbi che il segretario del Pd eletto domenica sarà assolutamente della partita, sarà motore per un governo più forte e per un patto efficace per le riforme nel 2014". "Sono sicuro che l'interesse generale sarà la base per le scelte del prossimo segretario del Pd – ha proseguito il premier – Non è retorica, ne sono intimamente convinto perché c'è l'interesse del paese che viene prima".